Intervista per GLAMUR

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GLAMUR

del 3 Dicembre 2015

Una giornata a tutta forza con le taglie “forti”

Siamo andati alla sfilata-evento della collezione Fall 2016 di Persona by Marina Rinaldi. Tema: il cerchio. E tante modelle curvy che ci hanno dato una bella lezione di styling, ma anche di vita (alla faccia della dieta)

Alessandra Pellegrino

 

Qualche settimana fa, il grande capo mi chiede di andare in trasferta, direzione Reggio Emilia. Obiettivo: un reportage sulla sfilata-evento di Persona by Marina Rinaldi Fall 2016. La prima cosa che penso (oltre alla scorpacciata di tortelli e di erbazzone) è che finalmente, in backstage tra le modelle taglie forti, con la mia silhouette 38 mi sentirò una strafiga. Mi illudevo, perché non è andata proprio così.

Partiamo dall’inizio. Arrivo a Reggio, mi precipito a pranzo alla Foresteria Marina Rinaldi con la stampa internazionale – venuta appositamente da tutto il mondo per l’evento -, mangio la qualunque (tanto sono tutte XL, che problema c’è), intervisto Lynne Webber, managing director del brand (prossimamente online su questi schermi) e poi, bella satolla, subito dopo pranzo rotolo letteralmente in location, con la leggerezza di un cucciolo di panda.
Arrivo alla Fonderia dell’Aterballetto di Reggio Emilia, un luogo carico di eco legate al territorio e alla matrice artigiana e successivamente industriale del Gruppo MaxMara. Qui andrà in scena uno spettacolo ideato dalla compagnia teatrale “Mamino”, e successivamente il fashion show.
Le modelle sono al trucco. Sono in tutto dodici, italiane e straniere.

Accalappio la statuaria e biondissima Laura Brioschi, è alta 1 metro e 80, ha anche un suo blog, lovecurvy.com, i suoi occhi azzurri tolgono il fiato e porta una bella 48 di cui va molto fiera. Arriva da Pietra Ligure, fa la modella curvy da quando aveva diciotto anni (ora ne ha 26). «Ho sofferto di bulimia per parecchi anni», racconta. «Mi stavo facendo troppo male, e dimagrire non cambiava il mondo, non serviva a niente. Così mi sono detta “curvy is not a crime”, voglio accettarmi, migliorarmi, amarmi. E’ difficile togliersi dalla testa certe cose: la società ci impone degli status a volte irraggiungibili, ed essere grassi non è contemplato. Ma io sono così, e quello che posso fare è tonificarmi, fare allenamento, ma non voglio cambiarmi i connotati, oggi mi sento bella così». E in effetti, è bellissima. E il suo fidanzato è ancora più bello. «Per “mascherare” i difetti indosso abitini ad “A”, perché ho la vita molto stretta, e poi le spalle scoperte sono un trucco per sentirmi supersexy. Basta un reggiseno tattico senza spalline e il gioco è fatto. Oggi ce ne sono di eccezionali, anche per le formose come me». Laura è una forza della natura. Ha mille progetti, il lavoro di modella, il suo blog, l’amore, la vita insomma.

 

Passiamo oltre. Individuo Sara (Ghazanfareeon), ha 18 anni, degli occhi incredibili (è per metà persiana, metà svedese, provate a immaginare) e porta la 42 (anche se a me sembra più abbondante). Il suo mito è Gisele Bundchen. Ti piace vincere facile, penso. «Se voglio sentirmi bellissima indosso un abitino nero e tacchi alti. Come fanno tutte le donne, no? Magari aggiungo il tocco eccentrico di un gilet fur, mentre sul make-up mi mantengo molto light. Trucco naturale e tanto mascara», continua. «Il fatto che io abbia come punto di riferimento una modella skinny come Gisele, non vuol dire che io non sia consapevole delle mie forme o, peggio ancora, che non le ami. Tutt’altro. Faccio quello che mi fa sentire bene: mangio, ammiro una top “con gli attributi” e professionalmente eccezionale, e al tempo stesso so che io, con la mia taglia 42, sono quella che rappresenta la maggior parte delle donne. Un consiglio? Non cercate di rappresentare qualcosa che non è raggiungibile, mangiate e siate felici». E va bene, la piccola Sara mi ha dato la sua lezioncina.

E non è la sola. Con lei ci sono Margherita (Marin, 26 anni) ed Erica (Tota, 24), che non si vergognano di dirti «Ho il sedere grosso, ma poi il mio punto debole è diventato il mio punto di forza», e sottolineano che loro sono dei “femminoni” come dicono a Napoli. «Questo lavoro ti fa sentire bellissima, ti dà sicurezza, e ci sentiamo più felici». Insomma, queste ragazze mi stanno dando una bella lezioncina di autostima. Ma il colpo di grazia me lo dà Aglaë Dreyer, arriva da Londra, ma ha vissuto per anni a New York, dove sfilava come skinny model nella sua taglia 36. «Ero esausta, ero sempre troppo formosa, non ero mai abbastanza magra, dovevo mantenere degli standard di peso e a un certo punto ho detto basta e ho mollato il colpo, ho scelto di essere felice», mi dice sorridendo. Caspita. «A un certo punto è scoppiato il boom delle taglie forti e il mio agente mi ha richiamata: è stato tutto naturale, sono finita anche sulla copertina di Marie Claire Francia 3 anni fa». Ma come si fa a sentirsi sexy anche plus size? «E’ molto più facile di quanto pensi: è un feeeling, puoi esserlo anche con una T-shirt e un abitino, oppure lasciando un pochino di pelle scoperta, effetto vedo-non-vedo», mi dice mentre indossa una tuta nera ed è effettivamente super sensuale. Ma non ti vengono mai dei momenti down pensando al passato, oppure che ne so, dei cali di autostima? «Sai, la vita è difficile sempre e comunque, e ci mette alla prova in ogni momento. La pressione la puoi vincere solo liberandoti. Io ho liberato il mio corpo, l’ho fatto uscire dagli schemi e adesso sono me stessa. Non c’è niente di meglio. Non devi essere la più bella persona al mondo, devi essere felice. E una volta che ci riesci, non torni più indietro». Mi sembra di essere a una seduta di psicoterapia. E la terapeuta Aglaë elargisce anche dei trucchi pratici: «Quando sei triste, prendi della crema idratante e spalmala su tutto il corpo: io lo faccio sempre e mi sento subito stupenda». Sto prendendo letteralmente appunti. 

Testo

Poi, tra uno scatto rubato e tanta autoironia “Dai che non ci stiamo tutte nella foto, siamo XXL!”  (mi dicono divertite mentre le sto immortalando), ecco che incontro Nina (Uhl), taglia 44, arriva da Monaco. «Il mio punto di forza? Le gambe, mi alleno tantissimo per essere tonificata». Lei si piace. Un tempo anche lei sfilava e pesava 25 kg in meno ma anche lei ha smesso di combattere con il peso, e ha deciso di amarsi così com’è. «Bisogna andare oltre i nostri limiti, che siano fisici o meno. Nessuno è perfetto, nemmeno le modelle. Se tutti lavorassimo su questo, e iniziassimo a pensare in modo diverso, probabilmente saremmo più felici».
Mi sento una stupida superficiale fashionista. Quasi mi vergogno della mia taglia 38. Lascio il backstage dove le curvy girls si stanno cambiando, e mi dirigo nella prima sala: qui in un grande ring circolare in ferro bluette, c’è un tappeto rotondo dove possiamo toccare e osservare ogni pezzo della collezione Persona by Marina Rinaldi. Ma la circolarità, quell’”Around Me” che è il concetto chiave della sfilata-evento, non si ferma qui. Perché è proprio all’interno di questo tondo che si muovono sei attori della compagnia “Mamino” di Reggio Emilia che mettono in scena un racconto-performance che parla di donne mobili, libere, fluide, rotonde in ogni senso. L’attrice protagonista è fenomenale, quasi mi commuovo, specie sul finale, quando dice: «Fregatene di come ti guardano, puoi essere quello che vuoi».

Ci spostiamo poi nel secondo cerchio, che ci raccoglie attorno a una pedana centrale per lo show, che viene aperto dalla performance di una danzatrice. Eccole che arrivano: le modelle replicano nei movimenti e nella fluidità della presentazione, il concetto base della dell’idea di donna secondo Persona by Marina Rinaldi, che incarna la femminilità concepita come costante generatrice del nuovo. In passerella, capi confortevoli, easy, ma cool. Denim e lana, coat ultracolorati, parka da portare con abitini plissé in jersey di microrete, cappottini in tweed di maglia e pantaloni jacquard leggermente svasati. Eleganza, casualwear e ironia: c’è di tutto e il contrario di tutto in questa collezione davvero vastissima, che ha un claim preciso: “Everywhere, Anyway, Express Yourself!”.

E sono sicura che le curvy top che ho conosciuto oggi, hanno fatto di questo claim il loro mantra quotidiano. Le rivedo dopo. Felici, chiacchierano, mangiano e bevono tra un selfie e l’altro. Sorridono. Forse queste donnone qui hanno scoperto il segreto della felicità. Boteriane, burrose, hanno adottato la filosofia del “tondo”. Perché alla fine, si sa, è tutto un cerchio. Proprio come la vita.

 

Alessandra Pellegrino

 

CIAO! SONO LAURA, modella curvy e positive influencer. Il mio motto è :"Migliorati quanto puoi, ma impara ad apprezzarti - AMATI - #CURVYISNOTACRIME "